(Bufale) L’Isis vuole sterminare i gatti

Sarebbe bastato già il titolo a far sorgere più di qualche dubbio. Associare il razzismo e bufale è alla base di qualsiasi fascia di popolazione che abbia un IQ inferiore a quello di un platelminto, ma visto il continuo Tam Tam e persino la condivisione sui giornali online, forse è meglio spiegare il perchè questa notizie è assolutamente falsa.

Iniziamo dalle fonti

Sebbene questa volta la notizia non viene riportata da velodico.altervista.it o il Messaggiairo, la fonte rimane molto dubbia. Si parla del Daily Mail che è paragonabile ad un giornale di scoop scandalistici italiani che, spesso, è caduto in bufale come nella prova di una prossima invasione aliena, un virus zombie e cose del genere.

Lo scorso 5 ottobre pubblica una notizia acchiappa click con il nome “Apocalypse Meow” dove annuncia di un provvedimento religioso teso a sterminare tutti i gatti

Molto probabilmente la fonte più utilizzata per gli articoli usciti nel nostro Paese è il Daily Mail, che al grido acchiappa-click di “Apocalypse meow” (!) lo scorso 5 ottobre ha annunciato il provvedimento religioso anti-gatto e ne pubblica il testo (in inglese qui). Già alla prima lettura appare chiaro che si parli di un divieto di allevare gatti in casa, che è cosa ben diversa dal richiederne lo sterminio.

Il Daily Mail cita come fonte un giornale Iracheno totalmente sconosciuto (probabilmente anche in patria) dal nome Iraqi News che parla comunque solo di un divieto di allevare gatti in casa. Ma da dove ha preso la notizia Iraqi News? Niente di meglio che da Al Sumaria News famosissima testa di bufale (pubblica solo quelle) inventate di sana pianta su qualsiasi argomento che cita finalmente la fonte ufficiale della notizia “un abitante della provincia di Ninive vicino a Mosul”.

shotcat

Considerazioni

Quindi per fare una notizia che fa il giro del mondo basta che uno sconosciuto, di cui nemmeno si conoscono le generalità per verificarlo, dica che qualcuno odia i gatti per scatenare l’indignazione del mondo intero.

Quando condividete una notizia falsa non siete vittime, ne siete colpevoli a meno che non riconosciate in voi stessi una incapacità intellettiva tale da essere capaci di produrre un’analisi ed un ipotesi.

 

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