(M5s) Muraro-Marra. Quando devi prendere accordi con il Diavolo

Gli slogan del movimento M5s sono quanto di più divertente ed abberrante si possa ascoltare sui social. Una serie di invettive generiche che sono molto simili a quelle da due soldi delle tipiche manifestazioni sindacali, come ad esempio il classico “Più lavoro, meno disoccupazione” che ti fa veramente venire da dire “E grazie al c…… “

Uno dei più urlati dai grillini è il :

Chi ha distrutto il Paese non fa parte dei nostri progetti, ma chi ha operato bene, anche in altre forze politiche, può e deve essere coinvolto“ (L.Di Maio)

Ma come tanti altri slogan alla fine risulta essere fine a se stesso e con un’applicabilità variabile in base alla convenienza del momento. Abbiamo parlato in passato di come tra le fila del M5s non solo ci siano parecchi ex politici di altri partiti, ma persino ex capi gruppi di movimenti come Alba Dorata (Leggi qui).

In particolare un paio di personaggi romani necessitano di una bella approfondita, perchè di fatto vanno contro ogni singolo principio o filosofia del movimento e se sono li non ci vuole un genio per capirne il motivo.

Il 19 Giugno 2016 Virginia Raggi vince le elezioni a Roma, contro un Roberto Giachetti (PD) che paga lo scotto di essere dello stesso partito che ha accoltellato alla schiena Marino, pieno di scandali, dove c’è l’inviso Renzi ed infine per quell’aspetto un pò trasandato che non fa sentire al sicuro le casalinghe, legate ancora all’idea della DC dove il peggior criminale, se in giacca e cravatta che si fa il segno della croce, sia sicuramente più affidabile.

Virginia subito dopo l’elezione inizia a tergiversare. Non si sa nulla sulla giunta e si era tutti un pò curiosi di vedere chi sarebbe questa famosa gente qualunque, messa li a governare in nome della massima ONESTA’.

In quel preciso momento con terrore mi è tornata in mente la presentazione dei candidati M5s del Marzo 2013 a Roma dove, testuali parole, dovetti ascoltare quanto segue:

“Sono Alessandro da Roma, avendo lavorato nella cooperazione, intendo occuparsi adesso di economia.”
“Buonasera, sono Diego da Lecce, in quanto sommelier, vorrei occuparmi di politiche agricole.”

Ho seriamente iniziato a ringraziare il cielo che Belen Rodriguez non fosse una candidata del movimento a 5 stelle, terrorizzato di sapere quale fosse la sua specializzazione e per quale area di responsabilità si candidasse.

Insomma tutti ad aspettare questa giunta come se domani dovesse toccare a te,  o a lui, tutti presi dalla strada, come vincere una lotteria, finalmente la mia vita potrà svoltare come se vincessi al gratta e vinci… ma nulla, della giunta non si è saputo nulla.

Il motivo?

Se qualcuno pensa che Renzi sia riuscito a passare da sindacuccio di una città come Firenze a guida del paese, in così poco tempo e riuscendo a far fuori tutti i dinosauri della vecchia politica senza che questi avessero niente da dire, senza che dietro a lui ci fosse qualcosa di forte e potente che lo appoggiasse, bisogna insomma essere piuttosto ingenui.

Idem per Virginia Raggi che ai poteri di Roma non è che proprio ne fosse estranea e che ha avuto appoggi durante la campagna politica proprio da quelle forze che in teoria si sarebbero dovute combattere (Tipo Tredicine, Casamonica,Cerreoni e sindacati atac ed ama).

E subito (subito per modo di dire, perchè quasi due mesi per avere una giunta è da record mondiale) si capisce il motivo per cui c’è stata tanta attesa. Due nomi da scandalo per chi è grillino

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Muraro e Marra

Due non grillini, due persone estremamente colluse con il passato. Un pò come se alla fine di un omelia il Papa venisse a dire al popolo “Voi rimanete poveri e fate sacrifici, però per me non vale. Scusate ma devo andare ad un festino”

Paola Muraro è stata consulente di Ama, addetta alla verifica e controlli dei centri di smistamento e stoccaggio di proprietà di Cerreoni, il Don Vito Corleone dei rifiuti romani che, a sua volta, ha ingaggiato la Muraro il giorno dopo l’aver avvallato l’idoneità di un impianto proprio di sua proprietà.

Messa nella giunta con un procedimento già a suo carico, tanto per dire che dei requisiti richiesti per far parte della giunta grillina non ne aveva uno manco per sbaglio.

Ma molto più intrigante è la vicenda dell’eminenza grigia e più silente della giunta Raggiana, tale Daniele Marra, che ha un passato non trascurabile. Ex ufficiale della Guardia di Finanza, ha un’esperienza amministrativa di collaborazione con le amministrazioni di centrodestra.

La sua carriera, da questo punto di vista, non lascia spazio a dubbi: vicino ad Alemanno dai tempi del ministero dell’Agricoltura, quando ricopre il ruolo di Direttore nazionale dell’area galoppo all’Unire (Unione nazionale incremento razze equine).

In quegli anni segretario generale dell’Unire – poi trasformata con legge del 2011 in Assi (Agenzia per lo sviluppo del settore ippico) – è Franco Panzironi, ex braccio destro di Alemanno ed ex direttore generale di Ama ai tempi della giunta comunale di centrodestra, poi coinvolto in Mafia Capitale. Dal 2008 Marra arriva in Campidoglio dove ricopre l’incarico di Direttore dell’ufficio extradipartimentale per le politiche abitative.

Nel 2010: per un anno, fino ad aprile 2011 Marra è consulente dell’allora direttore generale della Rai Mauro Masi. Nel suo curriculum è scritto che “in qualità di esperto in materia economica e finanziaria” si occupa della “realizzazione di un progetto connesso alle tematiche aziendali finalizzato alla implementazione del Piano Industriale 2010-2012” della televisione di Stato.

Nel 2011 un altro spostamento oggi contestato da molti: Marra arriva alla Regione Lazio di Renata Polverini con il ruolo di direttore della direzione organizzazione, personale, demanio e patrimonio. Vi rimane per due anni – fino ai primissimi mesi dell’amministrazione di Nicola Zingaretti – prima di tornare in Campidoglio dove ha lavorato ininterrottamente negli ultimi tre anni.

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Gli accordi con la vecchia politica

Per concludere, senza volerci dilungare molto, il vero motivo per cui insistono su Roma questi personaggi, che di innovativo ed onesto hanno poco, l’ha detto proprio la stessa Raggi (leggi qui)

“Senza la Muraro non so che fare. Sono senza armi e ce ne andiamo a casa”

Che cosa voleva intendere con il “sono senza armi”? Molto semplicemente che se il trasporto dei rifiuti è in mano alla mafia dei sindacati, che a loro volta rispondono alla mafia dei fornitori, tra cui la piovra della gestione dei rifiuti, senza una persona che fosse dentro quell’ambiente, non sarebbe stato possibile contrattare e riuscir a far muovere anche solo un sacco di spazzatura.

Marra è la stessa cosa per quanto rigurada invece il potere “politico” delle forze che gestiscono la capitale, come il commercio e le infrastrutture (Tredicine e gli appalti per la riparazione stradale, tanto per citarne un paio). Se non hai un uomo dentro, non puoi gestire le attività.

E a Roma c’è ancora chi è convinto che mandare via Marino sia stata una cosa bella…..

 

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