(M5s) Come prese il potere il fascismo. La ciclicità della Storia

Oggi si da del fascista a qualcuno con estrema facilità senza sapere esattamente cosa quel termine volesse dire e quale fosse il contesto storico in cui aveva la sua giustezza per essere utilizzato. Oggi per fascista si intende una persona razzista, che vuole una deriva autoritaria, estremamente populista e che vede come soluzioni ai problemi l’avvento di una figura forte, autoritaria, quasi divina. Insomma la dittatura

Cosa voleva dire essere fascista?

Adorare e seguire il proprio capo, denigrare gli avversari, spianare la strada senza preouccuparsi delle conseguenze, sentirsi parte di qualcosa ma prima di tutto e sopra tutto “APPARTENERE”. Chiunque non riesca con le sue forze a uscire da uno stato di disagio sociale, per incapacità o perchè realmente impossibilitato, ha da sempre sperato che il dittatore di turno potesse fare qualcosa per loro.

Mussolini non era un uomo che veniva dall’alta borghesia, non era aristocratico ma aveva carisma e una buona cultura rispetto al suo elettorato medio, che lo ponevano di fatto a un livello superiore di considerazione, il classico “vorrei essere come lui”. Spesso più che la strategia e l’intelligenza ha più successo il caso e un opportunità propizia da poter cogliere.

L’italia è da sempre stata un economia depressa, incapace di essere prima di tutto un paese unito (Siamo il paese con più guerre civili al mondo) con tanti interessi diversi, legata storicamente e culturalmente a un oligarchia che si alterna tra aristocratici, industriali, lobby finanziare. La cosa buffa è che queste forze autoritarie ricche e poco interessate agli strati sociali più inappetenti sono sempre state votate dagli stessi che invece avrebbero dovuto combatterle.

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Ed è proprio in questo contesto che Mussolini seppe inserirsi, da buon Socialista, sapeva benissimo che il popolo comune, la mediocrità e le piccoli “lobbette” locali temevano con terrore una rivoluzione sociale, un passaggio ad una democrazia aperta e competitiva, non più garantista, che avrebbe sconvolto gli equilibri sociali (migliorandoli). Ma il populino ha sempre avuto paura dei cambiamenti.

Di questo, di recente, ne è proprio figlia la vittoria del NO al referendum Costituzionale del 4 Dicembre 2016. La gente ha paura di cambiare, la gente ha paura di ciò che non conosce e se un potere (forte) gli inculca che deve avere paura e che si deve fidare solo di chi gli sta parlando, nascono i movimenti populistici come l’M5s e le varie Leghe razziste alla Salvini.

La storia si ripete

Benito assunse il potere grazie alla paura dei vecchi, i meno propensi al cambiamento, alla voglia di far parte di qualcosa dei giovani e finanziato proprio da quella borghesia industriale media che temeva una rivoluzione socialista che ne avrebbe resa difficile la vita. A questo si è affiancato il totale vuoto di potere (a causa anche delle simpatie regie) dovuto ai continui conflitti nel parlamento e scontri nelle correnti, che ne determinarono l’impossibilità di reagire quando avvenne la marcia su Roma.

L’M5s prenderà il potere in Italia

Secondo me no, almeno non democraticamente. La loro oggettiva incapacità di gestire le città da Sindaci di Roma, Torino e Livorno in primis, hanno già fatto allontanare dal movimento chi li ha votati come forma di protesta.

L’aver fatto fallire il referendum che in fondo rappresentava gli ideali dello stesso partito solo con il fine di eliminare il loro principale nemico politico, li ha depauperati di molta credibilità sui loro programmi.

Lo scandalo delle firme false, della non restituzione degli stipendi, dei soldi che non vengono spesi nei comuni amministrati e di cui non si ha un resoconto di dove vadano a finire inizia a svegliare gli animi che difficilmente, davanti a queste perplessità, metteranno mai in mano il loro paese a chi ha la dichiarata volontà solo di distruggere tutto senza voler costruire.

L’alleanza con l’estrema destra è sempre più alla luce del sole, dalle europee con i neonazisti di Farage, a Casapound e alba dorata durante il referendum, all’ultimo tentativo di alleanza con Salvini, inizia a mettere paura a chi estremista non è.

L’unico vero dubbio è capire quanto il PD riesca a essere nuovamente autodistruttivo. La sconfitta di Renzi ha riportato in auge personaggi obsoleti, corrotti, interessati solo all’autoaffermazione politica che porteranno di nuovo all’incapacità di presentarsi alle elezioni in forma credibile e vincente lasciando spazio ad un governo con una forte componente populistica.

A questo punto si vedrà che succederà. Se le cose andranno “legalmente” faranno la loro solita figura di peracottari, cadrà il governo e spariranno via via nel nulla, ma se invece l’ingresso nel parlamento non è altro che un piano per bloccarne i lavori mentre si prepara una deriva autoritaria? Una nuova marcia su Roma…

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