(M5s) Sempre meno trasparenza, sempre più regime

E’ già sui giornali la notizia che la “Sindachessa” di Roma, Virginia Raggi, abbia diramanto l’ennesimo dictat sulla trasparenza ai suoi scagnozzi. A parte che è piuttosto evidente che l’input non sarà sicuramente venuto da Lei, visto che a Roma in giunta non si fa nulla, ma proprio nulla, se non osteggiare qualsiasi cosa, trovo piuttosto buffo che al grido “Onestà Onestà” oramai disilluso durante le elezioni se ne affiancava un altro e cioè quello della “massima trasparenza anche in streaming” delle riunioni della giunta per far vedere quanto si stesse lavorando bene

Tant’è che a una settimana dall’insediamento si è subito deciso di non farle adducendo come motivazione “I poteri forti ci spiano” che a pensarci bene, se i poteri forti sono in giunta non è che senza streaming non sapranno mai di cosa avete discusso.

Insomma il Corriere segnala che è uscito (sempre di nascosto… ovviamente) il nuovo codice etico della giunta capitolina in cui spiccano due articoli

«Avvisare il proprio superiore su eventuali segnalazioni di rischio o di illecito»

Qualcosa che assomiglia mostruosamente a quella direttiva interna al Vaticano secondo cui se si è a conoscenza o testimoni di atti di pedofilia, non bisogna denunciarlo alla stampa o alle autorità preposte ma al proprio superiore. Insomma insabbiamo alla faccia dell’Onestà, della trasparenza e della anche lontanamente minima correttezza nei confronti di chi li ha votati sperando in un cambiamento.

In poche parole, così come nessuno deve sapere cosa si dicessero e facessero nel cerchio magico (2 su 4 sono al gabbio) ora vale per tutti. Che nessuno parli e che nessuno pensi al di là delle direttive di cui la Raggi oramai fa solo da tramite

Nessuno deve sapere del Fight Club

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