(Pd) Il tentativo scissionista di D’Alema alla ricerca di ConSenso

Era questione di tempo o di opportunità perchè il più importante congiurato dell’ultimo decennio tornasse a farsi sentire o almeno provi a farlo. Se Renzi ha un merito sicuramente è stato quello di cercare di fare pulizia in un partito che ancora veniva gestito in modo feudale, diviso in almeno 7/8 famiglie che si contendevano il potere e che, alla prima occasione, rendevano instabile l’equilibrio interno al solo fine di provare a posizionarsi con più influenza dopo l’ennesimo ribaltone.

Il Partito Democratico, si sa, è forse l’emblema dell’incapacità di avere una linea e un governo di se stesso che possa essere stabile e duraturo, e con l’arrivo dell’Ex Sindaco fiorentino si era provveduto subito ad eliminare quei rami secchi, vecchi e di impaccio che rimanevano all’interno di una struttura mastodontica e poco flessibile al cambiamento.

La sconfitta al referendum, anche grazie a chi invece di essergli alleato o semplicemente evitando di andare contro il suo stesso partito per motivi personali, ha rimesso in gioco gli attori politici che feliciemente ci saremmo tutti tolti dalle scatole, dando l’idea (ma a mio parere solo quello) che venissero di nuovo leggittimati.

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D’Alema, che è il Re indiscusso di tutte le sconfitte politiche del Partito Democratico, famoso per il suo immobilismo che garantì a Berluscono la scena politica per 15 anni, per aver sempre preso la posizione sbagliata dando sempre la colpa ad altri, sta tentando di mettere paura al Partito formando un nuovo movimento chiamato “Consenso” nel quale già è confluito silenziosamente Bersani.

Il fatto che l’abbia presentato di fronte agli attivisti dei Comitati per il No al referendum, proprio quei comitati che sono diventati un movimento, da l’idea di come stia cercando da zero un esercito per poter mettere paura e riprendersi il potere perduto.

Non un idea, non una proposta

Nel presentare Consenso non c’è stato nessun accenno ad un programma, a un’idea e nemmeno su quali siano le finalità o la struttura. Si è solo parlato di come il PD non vada e c’è lui che vuole riformarlo. Lui capite? Proprio Lui !!!

Se poi la sua prima frase è stata “Puntiamo ai delusi della politica” vi fa capire quanto possa essere sfigata la partenza, ma la sua idea è evidentemente, salvo sorprese nelle adesioni, solo quella di ricattare il partito e mettersi al tavolo potendo dire che se non gli danno una poltrona potrebbe portare via quel 3/4% di voti dal PD.

Termino il mio parere da osservatore chiedendomi: “Ma se tu attacchi Renzi dicendo che un’eventuale sua ricandidatura consegnerebbe il paese nelle mani di Grillo, perchè dopo aver tradito il tuo partito e i tuoi elettori per appoggiarlo adesso minacci pure una scissione?”

Questa gente, indipendentemente dal partto politico di appartenenza, solo il vero cancro di un paese tenuto per troppo tempo nelle mani di chi non gliene è mai fregato nulla se non dei proprio interessi e potere.

 

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