(Politica) La exit-Strategy del M5s a Roma. Fuggire finché si può

Non ci nascondiamo, il dire “Io ve l’avevo detto” da sempre soddisfazione e chi dice il contrario mente spudoratamente. Il Movimento 5 Stelle a Roma è spacciato e anche a livello nazionale il contraccolpo subito per la “sciatteria” politica con cui si è cercato di gestire il comune, ha spaventato anche le persone più fedeli al partito.

Il 3 Ottobre (notizia qui) il duopolio grillino è sceso a Roma per incontrare la Raggi ed i Kapò comunali per capire quale fosse la situazione, e dare delle disposizioni che fossero chiare ed inconfutabili “Qui comando io, voi siete nessuno..zitti o vi mando via…” (Leggi “Il Marchese del Grillo” )

Ma quale è la linea che Grillo vuole tenere nella capitale?

Il problema non è quanto si possa riuscire a fare qualcosa a Roma, ma quanto questo possa danneggiare l’immagine del M5s a livello nazionale per poter arrivare a vincere le elezioni.

Il caso Muraro, le firme false in Sicilia, l’assessore al bilancio in cui su loro stessa ammissione ci si è rivolti ad un prestanome con potere di firma, la situazione dei trasporti ancora più deficitaria, la gestione dei rifiuti che è molto oltre il livello di collasso (viene solo tenuta nascosta), l’aver inspiegabilmente (per chi non è un discepolo estremista) rifiutato quei soldi delle olimpiadi che a Roma servivano come il pane(Leggi articolo “Il No alle olimpiadi come suicidio sociale”), i dietrofront continui sulla trasparenza e gli attacchi alla stampa, etc etc

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Siamo sinceri. Roma è segnata. E’ persa caro il mio Furher e lo sai benissimo.

Troppi i debiti, impossibile trovare i soldi perchè non si hanno partiti con banche alle spalle (e questo poteva essere un bene) a cui ci si aggiunge la totale incapacità di saper gestire una città moderna.

La nonnina che ti dice “io al posto loro farei questo” non ha senso (Leggi Articolo “In Italia siamo tutti allenatori di calcio”) e ci si riderebbe sopra sulle sue affermazioni e metodologie, ma quando queste “nonnine” rappresentano la base politica con cui poi ti devi confrontare, non puoi scontentarli.

Il No alle olimpiadi ha di fatto rappresentato tutto questo, al di la delle assurde motivazioni per cercare di giustificare la scelta, citando documenti falsi (il debito che Roma ancora paga per quelle precedenti) a delle analisi di mercato che si rifanno a quelle di Londra ma che analizzano solo i costi e non i ricavi indiretti.

Se hai dichiarato che il traffico a Roma si risolve con le funivie, se hai dichiarato che il problema dei rifiuti a Roma si risolve solo facendo la differenziata e senza nuove discariche (capite l’errore logico di fondo?), se hai dichiarato che nessuno poserà più un etto di cemento su Roma,  come pretendi di ricostruire, rinascere, produrre qualcosa?

Eppure inizio ad apprezzare il tentativo iniziale della Raggi di fare una giunta sua, con persone che avrebbero provato a fare qualcosa da “Politici” e non da “Condividi se sei indignato”, ma è naufragato quando Grillo per paura di perdere il controllo totale della giunta, non ha volontariamente messo a tacere il direttorio che si era sentito tagliato fuori dalle scelte della Neo-Sindaca, che ora si è ridotta ad una semplice rappresentate Herbalife in cui cerca di vendere un prodotto non suo senza poter commercializzare altre marche o mettere del suo nella vendita.

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Roma è persa, Arretriamo e compattiamo le linee.

Provare a tenere Roma è impossibile, è troppo tardi. Bisogna presentare un bilancio e non ci sono i numeri e nemmeno una strategia per poter riuscire a fare qualcosa. Per questo è stato preso un poveraccio senza esperienza a fare l’assessore al Bilancio.

Serve qualcuno che si prenda le reponsabilità e contro cui nessuno poi in realtà possa prendersela, perchè non all’altezza ed arrivato anche troppo tardi.

Difendere la città costerebbe troppo in termini di immagine e di persone coinvolte, quindi meglio lasciarla morire per il bene del movimento. Pazzia? No strategia

Perdere Roma senza combattere farebbe si perdere qualche voto e credibilità ma si è ancora in tempo per dare la colpa ai “Poteri Forti” e poter poi spostare l’attenzione su altri comuni virtuosi dove il movimento invece è riuscito a fare qualcosa. Tolta la giunta di Torino che non è che stia facendo moltissimo, ma visto quello che succede nella capitale i torinesi sono consci che poteva andare peggio, le altre città sono molto piccole e piccolissimo comuni gestiti praticamente a livello familiare.

Lasciare Roma al Default, al Fallimento è l’unica soluzione.

Perchè se Roma fallisce la colpa è di Roma, dei Romani e della loro sciatteria, della vecchia polica, dell’associativismo di Alemanno e degli scontrini di Marino. Per non parlare poi della Regione (che non centra nulla ma fa effetto) e di Renzi che ha tramato nell’ombra.

“Se fossimo veramente incapaci perchè invece a Torino non è successo?”

Preparatevi a questa scusa ed al ripresentarsi davanti agli italiani col sorriso, dopo aver colpevolmente raso al suolo una città, e non una città da poco…

Dopo averci fatto prendere in giro da tutto il mondo per le scelte folkloristiche come , ripeto, il no alle olimpiadi, aver dovuto pagare (e con che soldi?) 2 milioni di euro per il non rifacimento delle torri dell’Eur che erano già state finanziate, ed i capricci per il rifacimento della palude a costo zero e con tanti introiti per lo stadio della Roma.

Distruggiamo tutto, dobbiamo rallentare l’avanzata del nemico. Perchè dopo il Default a Roma si insedierà un partito tradizionale (che sia di destra o di sinistra) ma avemo cos’ ridotto male la capitale che nessuno riuscirà a rialzarla prima delle prossime elezioni, ed i 5 Stelle saranno li, come schifidi avvoltoi, a puntare il dito sulla vecchia politica ed il malaffare che fa male ai cittadini onesti.

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