(Politica) Che nessuno parli più di elezioni SUBITO

A quasi due mesi dall’esito referendario, che ha bocciato i quesiti proposti e ha portato alla caduta del Governo Renzi, tutto tace e gli schieramenti, divisi tra sconfitti e vincitori, sono circondati da un silenzio piuttosto anomalo. A pochissimi minuti dalle chiusure delle urne tutti i partiti dell’opposizione, tra cui il capofila M5s, gridavano “ELEZIONI SUBITO”, ma di elezioni adesso non se ne parla più.

Il ripensamento degli Italiani

L’aver bocciato il referendum, dopo aver cavalcato l’odio e l’antipatia per il premier del PD, ha si inizialmente dato fasto ai movimenti populistici, ma li hanno caricati di responsabilità davanti agli occhi di chi ha commesso un omicidio in nome di un ideale promesso. Grillo si è reso perfettamente conto di non avere i numeri per vincere, con certezza, le prossime elezioni e gli italiani hanno ricominciato a riaprire gli occhi, anche grazie degli scandali giornalieri della giunta romana, e a non seguire più ciecamente le indicazioni del comico genovese.

La figuraccia barbina per il passaggio nelle europee dall’Ukip all’Alde (e viceversa) ha svegliato quelli che ancora non avevano ben capito che il Movimento 5 Stelle sta cercando di posizionarsi politicamente, come un normalissimo partito, e non di distruggere quel sistema che dice di combattere.

Con percentuali che sfioravano il 34% di consensi subito dopo il referendum, in meno di due mesi si è scesi al 29% (con un -27% solo su Roma rispetto alle elezioni comunali) e l’indice di gradimento è ancora in calo al punto di supporre un probabile assestamento intorno al 25% per il mese di Marzo.

Probabile perchè molto dipenderà dal PD e dall’eventuale ri-candidatura di Matteo Renzi (Leggi Articolo qui) che invece che contrastare i movimenti populistici, gli fornirebbe nuova linfa vitale

Accordi segreti sottobanco

Non si parla più di elezioni perchè adesso non convine più a nessuno. A Sinistra perchè non si sa ancora cosa sia rimasto del PD Renziano e perchè ancora non si è capito chi e come presentarsi alle prossime.

Per Grillo invece, l’aver tentato il colpaccio nel parlamento europeo pur di non perdere seggi (strano per uno che è dell’antipolitica giusto?) ha fatto capire a Casaleggio & Soci che la spinta iniziale della ribellione sta piano piano terminando e che per andare avanti devono consolidare le posizioni “puntellando” la situazione grazie ad allenze sia strategiche che di pura convenienza.

Salvini è la prima scelta, anche se abbiamo qualche dubbio su quanto possa convenire a Salvini stesso, perchè nella migliore delle ipotesi perderebbe parecchia autonomia nei confronti di un pesce, al momento, più grosso.

La Meloni invece è l’alleanza più logica. Partito di estrema destra, xenofobo quasi quanto la Lega, bisognoso di visibilità e di rimbalzare da una situazione elettorale che rischia di vederli perfino sotto la soglia di sbarramento.

La restaurazione fascista

Che il partito di Grillo sia stato sempre orientato a destra è piuttosto evidente da tempo, basti vedere l’alleanza stretta con Casapound a Roma, anche grazie al vuoto totale politico causato dai tempi dell’alleanza di Fini con Berlusconi che ne causò la sparizione, ma questa alleanza potrebbe portare a una vera restaurazione fascista e xenofoba in Italia (Leggi: Il Fascismo tornerà di moda) riportando una forza politica populistica, repressa per il decennio in cui non è stata rappresentata, con la voglia di vendicarsi e il sangue negli occhi.

Un’eventuale vittoria, anche se non schiacciante, alle prossime elezioni potrebbe portare l’Italia indientro di 80 anni…

….fate molta attenzione tra poco potremmo vederci costretti a ricantarla

GIOVINEZZA

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