(Politica) Di Pietro ed Idv. Le mani sporche di mani pulite

Se c’è una cosa che tutti dovrebbero imparare a memoria e ripetere 100, 1000, un milione di volte ogni 6 mesi è che la storia ci ha insegnato essere ciclica, ripetitiva e che le dinamiche si ripetono in forma poco dissimile ad intervalli di periodi regolari. Pensate cosa abbia rappresentato questo personaggio nelle speranze di molti e cosa si sia poi rivelato.

Antonio di Pietro, il famoso magistrato di mani pulite è finito su tutti i giorni per essere stato condannato a risarcire 2 milioni e 694mila euro di rimborsi elettorali al movimento dei riformisti di Achille Occhetto e Giulietto Chiesa, alleato dell’Idv alle Europee del 2004 (Link alla notizia originale QUI)

Ma chi era e rappresentava per gli italiani Di Pietro?

Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, durante l'ntervento del presidente del Consiglio, Mario Monti, in Aula della Camera dei deputati, Roma 13 giugno 2012. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, durante l’ntervento del presidente del Consiglio, Mario Monti, in Aula della Camera dei deputati, Roma 13 giugno 2012.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il famoso magistrato, decise di scendere in politica subito dopo aver dato un colpo “chirurgico” al partito Democristiano ed al Psi e ripeto il termine chirurgico perchè non toccò praticamente per niente altri interessi di altri partiti. Nessun industriale di importanza nazionale coinvolto ma solo grandi faccendieri o dirigenti (vedi Gardini) che erano figli di quella politica che si voleva in quel momento combattere.

Agli occhi del popolo italiano la cosa suonò piuttosto strana. Come può una persona che ha sempre dichiarato che nessun politico può essere pulito decidere di entrare allo stesso livello in quel territorio?

Allora, come oggi, ci furono due schieramenti di chi pensava che alla fine Di Pietro era stato guidato a liberarsi di una certa politica a favore di una più “industriale” e chi invece iniziava già ad idolatrarlo come nuovo Messia che avrebbe ripulito l’Italia.

Eh già… il concetto di Messia è sempre stato seguito dai più grandi disastri dell’umanità. Messia era stato considerato Hiter, Messia era stato considerato Stalin, Messia era stato considerato Mussolini ed oggi molti vedono in un comico genovese il nuovo Gotha del purismo metafisico della politica. Ma torniamo a Di Pietro

Con chi persò di scendere in politica nel 1994?

Non poteva farlo con i pezzi della DC rimasti, con un partito Socialista che oramai non esisteva più e ne tanto meno con un Partito Comunista che, seppur in silenzio e nonostante gli stesse eliminando tutti i politici, non vedeva l’ingerenza di un magistrato in affari che erano anche loro, solo che come detto prima, misteriosamente non si interessò mai degli affari rossi.

Niente di meno che con Silvio Berlusconi con il quale intrattenne diversi incontri senza mai arrivare ad un accordo, accettando e poi rifiutando persino il ruolo di Ministro dell’interno nel 95. Capirete voi che il ministro dell’interno non è un ministero qualsiasi e l’essere stato offerto ad un non politico fuori dal partito, getta ancora più ombre sul suo passato e moventi.

Nel 96 passa con l’Ulivo di Prodi al ministero dei lavori pubblici dove si dimette sei mesi dopo per un’avviso di garanzia (da cui verrà assolto senza se e senza ma.. ). Diventa senatore, va nel gruppo misto bla bla bla.. arriviamo al dunque.

Nel 1998 nasce l’Italia dei Valori a cui subito rinuncia nel 1999 perchè gli viene offerto il ruolo di responsabile organizzativo dei Democratici di Prodi, salvo poi rifondarlo di nuovo nel 2000, ma non si staccherà mai dal PD rimanendone sempre una costola parallela.

Il primo impatto politico fu interessante ed iniziò a raccogliere diversi voti da chi si iniziava a stancare della solita politica, fatta di promesse senza programmi e correnti che si azzuffavano per ogni minima decisione da prendere. L’idea che in fondo fosse un magistrato e che i magistrati fossero lo portarono fino ad avere il 15% di preferenze che davano l’idea che potesse finalmente sfondare anche in Parlamento e far sentire il suo peso…. peccato però che…

Iniziarono i primi scandali. La frase del “nessuna persona con carichi penali pendenti può essere eletta” la disse Di Pietro, mica l’ha inventata Grillo, ma quando toccò al fratello ad essere indagato non ne richiese le dimissioni utilizzando la frase “non vale mica per tutti”.  A seguito di questo scandalo si iniziò a notare che nel suo partito e nei suoi fortini erano presenti praticamente solo parenti ed amici stretti e la sua popolarità crollò fino a farlo scomparire dalle scene politiche, fino ad oggi che è tornato prepotentemente sui giornali.

Ragioniamoci un attimo

Il messia è il vero problema. Non so dirvi se è colpa della nostra formazione cristiana o è qualcosa insito nel genoma umano che ci fa cercare nei moment di difficoltà il supereroe che si disinteressi a se stesso ed offra la propria vita perchè tutti possano avere l’ultimo Tv da 60 pollici curvo, una macchina almeno 1.600 da 140cv e non avere problemi a comprarsi una seconda casetta per le vacanze.

Proprio non lo so, ma è sempre così. Tanto più la crisi ci schiaccia, tanto più un certo strato sociale vede la salvezza nel superenalotto (lo dicono i numeri, più crisi più gente che tenta la fortuna). Alcuni di questi messia sono estremamente pericolosi in particolare se, a differenza di Antonio di Pietro, con le parole ci sanno fare e sanno imporre con forza e minaccia il proprio credo senza accettare mai il confronto aperto per rispondere delle proprie azioni.

 

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