(Referendum) Comunque vada sarà un insuccesso

Mancano poche ore all’inizio dello spoglio delle schede per scoprire se avrà vinto il NO (come danno per certo gli exit poll) o se il SI sarà riuscito a superare lo sbarramento degli slogan e i pregiudizi che  hanno legato l’esito del referendum stesso alle sorti del tanto odiato (poi non ne si capisce realmente il motivo) Renzi.

Se vince il No sappiamo che tutto resterà come ora, un paese in agonia che permetterà a chi vive di opposizione e di No a tutto, di sguazzare nella melma di un paese che non riparte, riuscendo sempre a dare la colpa a qualcosa o a qualcuno dell’inefficienza senza mai prendersi la responsabilità di proporre un’alternativa o una proposta.

Se vincerà il SI avremo settimane di urla di dolore, complottismo, rivoluzione popolare (ma solo sui social e ben seduti sulla poltrona di casa) e apparentemente un paese spaccato che non sa democraticamente accettare la sconfitta. I movimenti popolari sono famosi per alzare un polverone cantando vittoria per la riuscita di un referendum sulle trivelle, salvo poi tacere sul fatto che tutto questo seguito che millantano non è andato alle urne a votare (1/4 delle previsioni.. fate un pò voi che fiducia si possa dare ai loro numeri quando si tratta di quagliare).

Il vero problema è che comunque vada il paese è diviso e che il SI potrebbe essere la vera vittoria per i signor NO di turno. Se vincesse il referendum renziano le opposizioni avrebbero campo libero per attaccarne ogni decisione, facendosi belli di saper parlare senza mai proporre.

bandiera

La vittoria del NO potrebbe invece essere una sconfitta per i pentastellati.

In questo momento il grosso della popolazione li sta un pò snobbando, al massimo guardandoli con curiosità. Hanno vinto solo in comuni dove c’è stato un forte senso di ribellione nei confronti della vecchia politica ma dopo 7 mesi di gestione grillina, quasi tutti i cittadini (la quasi totalità a Roma, fatta eccezione degli adepti stessi del movimento) si sono dichiarati insoddisfatti o pentiti della precedente scelta di voto.

Il loro esultare per aver negato il cambiamento, proprio quel cambiamento che tanto avevano auspicato, e i continui scandali e brogli da loro perpetuati in tutta Italia, li renderebbero fortemente invisi nel momento stesso in cui, durante le prossime elezioni, avranno la faccia tosta di dire “noi siamo gli onesti, noi vogliamo cambiare il paese”.

Chi  vivrà vedrà, ma ho l’impressione che il movimento grillino se non riuscirà a produrre qualcosa di serio nei prossimi mesi è sinceramente destinato a scomparire nel nulla di una bufala che è durata meno di quelle condivise a gogo dai loro stessi siti che portano soldi alla Casaleggio srl.

Fratelli D’Italia

Articoli Correlati