(Società) L’ecosostenibilità New Age dei Vegani

Una premessa importante. Non sopporto i vegani eppure ci ho provato in tutti i modi a cercare di trovare una logica, un singolo punto in cui poter dire “su questo però non hanno torto”.

E anche quando su un tema potevano aver ragione, alla fine arrivavano a delle conclusioni sbagliate e piuttosto illogiche che si nascondevano dietro ad una moralità ipocrita ed un’applicabilità inesistente.

Essere vegani vuol dire non mangiare carne o qualsiasi cosa che possa causare sofferenza agli animali. Quindi anche niente pesce ed allora perchè pure no al Latte ed Uova? La risposta ufficiale è che per sfruttare le femmine, i maschi devono essere eliminati (un pò come capita da noi dopo molte sentenze di divorzio).

La loro aggressività sociale è piuttosto pittoresca e si organizzano in manifestazioni da 3/4 infoiati che urlano col megafono davanti ad una macelleria, ripetendo sempre le stesse cose “Mangia cadaveri, morirete di cancro e speriamo presto”.

Si che poi il loro augurare la vostra morte è una costante. Io mi chiedo come mai i Vegetariani, che sono esistiti da sempre, non hanno mai scassato le scatole e non hanno mai avuto la necessità di irrompere nella vita altrui urlando “io sono vegano, tu muori”?

vegan

La motivazione è piuttosto semplice e va ricercata nelle motivazioni alla base del Veganesimo. Asceti, filosofi, donne in cerca di buttare giù qualche kg hanno scelto un’alimentazione Vegetariana (NON VEGANA) con meno carne perchè, come si sa, troppa non fa bene, ma ogni tanto ci vuole. Essere vegetariani era una scelta personale che non veniva mai sbandierata, perchè era solo legata al proprio benessere e non aveva fini sociali.

Ora voi prendete delle persone che nella società occupano lo stesso strato sociale del plancton (stesso luogo su  cui ha aderito l’M5s), dategli la possibilità di sentirsi delle persone migliori e potrelo sbandierare ed eccole qui le stesse persone che facevano le file per essere i primi ad avere l’iPhone, per poi orgogliosi mostrarlo davanti agli amici e sentirsi piu’ fighi, brandire ora la scimitarra della loro giustizia per un mondo migliore.

Insomma, un branco di deficienti che niente sanno, niente sono, ma cercano attenzione, cercano amore, cercano di sentirsi parte di qualcosa. Ma su qualcosa avranno ragione? Almeno su una cosa riusciremo mai a dire “si però almeno su questo non hanno torto” ?

Il problema dello struttamento degli animali, l’allevamento intensivo, l’uso di estrogeni ed antibiotici che ci avvelenano non è alla base un tema da deridere, ma non è che non mangiando carne il problema si risolve.

Bisogna con intelligenza soffermarsi su due aspetti, uno ovvio economico ed uno brutto da dirsi ma purtroppo fin troppo evidente.

In primis il problema sta nel rapporto tra noi ed il supermercato. Tutti, praticamente tutti, viviamo di offerte. Perchè comprare quella marca semisconosciuta di prosciutto quando quella della Coop mi costa 1 euro di meno al letto? Perchè comprare il pollo in macelleria quando da Panorama lo pago la metà? Senza saperlo dietro ai vostri occhi sullo scontrino succede il disastro.

Io, Agricoltore etico, produco carne e pollame di qualità e niente antibiotici, niente ammassamenti o trucchi biologici. I miei animali vengono trattati con i guanti bianchi ma ovviamente la crescitadel prodotto è più lenta e la produzione ha dei costi maggiori.

Io come produttore non vi sto chiedendo di pagarmi la carne 5 volte di più rispetto ai supermercati, ma quel paio di euro in piu” al kg me li volete dare?”

No, la gente compra le offerte, i supermercati vendono solo ciò che costa meno (per avere un margine maggiore) perchè è il cliente che sceglie ed io onesto fattore devo chiudere perchè nessuno mi si compra nulla, oppure mi si costringe ad applicare una produzione intensiva per aumentare il venduto ed abbassarne i costi.

Insomma il primo problema dell’ecosostenibilità ha cause in noi stessi con le nostre scelte. Io posso capire chi non arriva a fine mese (mi ricordo ancora in un discount 6 hamburger a 2 euro e 30… non oso immaginare di cosa fossero) che non si può permettere mica la carne di Kobe, ma la stragrande maggioranza degli acquirenti si, può permettersi di spendere quei 20 euro in più a settimana per prendere prodotti ecosostenibili e che siano garantiti bio senza stare a guardare il centesimo.

Il secondo problema, che si ricollega al discorso sulla logica vegana, è che l’ecosostenibilità va capita e non sbandierata. Se fossimo tutti vegani avremmo un problema maggiore.

In un momento in cui si va verso l’esaurimento delle fonti di acqua potabile, aumentare la produzione di vegetali sarebbe uleriormente a discapito dell’ecosistema, fermo restando che un maiale, tanto per fare un esempio, da un apporto nutrizionale per carne prodotta (e spazio occupato) 15 volte superiore a quello degli amici verdi (che non danno gli stessi nutrienti necessari).

Se, ipoteticamente, la carne di maiale fosse equiparabile ad un mix di granturco, soia e tofu, ci vorrebbe più di un ettaro mensile di terreno per soddisfare una o due persone, mentre col maiale in si e no 2mq di spazio, si parla di 200/250kg di carne commestibile, pari a quasi un anno di riserva.

Indi per cui, se fossimo tutti vegani davvero, la metà della popolazione mondiale morirebbe di fame e questo risolverebbe in parte il problema di cui più avanti.

Qual’è il vero punto della questione che nessuno vuole affrontare veramente? E’ che , cari miei, siamo troppi.

Non è una questione di ecosostenibilità, non è questione di come e cosa mangiamo. Stiamo consumando da decenni più di quanto possiamo produrre “naturalmente” su questo pianeta. Nonostante il complottismo selle lobby farmaceutiche, muoiono sempre meno persone, non ci sono più conflitti mondiali o epidemie catastrofiche. L’esplosione demografica è il vero problema ed è inutile affrontarlo con filosofie stupide e non praticabili.

Abbiamo passato i 7 miliardi di persone sul pianeta ed abbiamo superato del 30% le risorse disponibili. A fare due conti veloci dobbiamo tornare ad essere 5mld e forse quei film catastrofici dove per avere un figlio bisognava avere un permesso dallo stato a causa delle carenze delle risorse, non sono così lontani dalla realtà che ci aspetta.

Non sarà questa la generazione che lo vivrà ma non credo che tra più di un cinquantennio una carestia endemica costringerà governi e paesi a chiudersi in se stessi razionando il cibo per il popolo, e quando si accorgeranno che anche così non basterà per tutti bisognerà trovare un modo per ridurre la popolazione. Che poi ci si inventerà una guerra o silentemente si faranno fuori le persone che vivranno fuori dalle mura delle grandi città, non è dato sapersi.

 

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