(Società) L’italiano non è fatto per rispettare le regole

Spesso sento dibattere tra diverse correnti sul fatto che l’italiano sia per natura restio a rispettare le regole e che sia un casinista imbroglione per natura, e chi invece sostiene che siamo figli di una cultura politica e sociale che ci ha portato ad “abbrutirci”.

L’unica cosa certa è che tutti siamo d’accordo che lo stereotipo dell’italiano medio che hanno all’estero in buona parte ci appartiene.

Ma la colpa è nostra o della società che ci cresce?

Io sono dell’avviso che la verità sia nel mezzo e posso spiegare il mio pensiero attraverso due semplici esempi.

L’Italia è l’unico paese al mondo in cui esiste nel suo dizionario e nel suo codice sociale il termine “E’ Assolutamente Vietato…” Parcheggiare, Sostare, Fumare, insomma quello che volete.  Nella nostra lingua esiste di fatto un rafforzartivo di un divieto perchè altrimenti non se lo filerebbe nessuno, mentre in tutti i paesi del mondo esiste il semplice divieto. Se una cosa è vietata, è vitata punto, fine delle discussioni.

Perchè da noi, in particolare il Divieto di Sosta o di Fermata viene visto come, vabbe non si può ma se proprio ne ho bisogno quale vuoi che sia il problema per 5 minuti? Vietato il sorpasso ma alla fine se non c’è nessuno perchè restare in coda? Per noi il divieto è culturalmente un consiglio o un suggerimento e questo purtroppo ce lo dice una lingua che è stata costruita sulle nostre tradizioni.

Ma è anche vero l’esatto contrario e che siamo noi i primi, per natura, a non capire i concetti basilari delle regole e farò un altro esempio.

Ci sono gli autovelox che se superi i 50 km/h ti fanno la multa. In Italia gli si è fatta la guerra imponendo per legge che vengano segnalati, che ci siano ufficiali che verifichino l’avvenuta impossibilità di fermare l’autovettura per contestargli la sanzione, che ci deve essere sufficente visibilità e che in quel momento non ci fosse un attacco alieno.

Questa guerra tra il fare una legge, trovare l’inganno e cercare comunque di applicarla con altre 200.000 norme accessorie rappresenta perfettamente il nostro sistema di codice civile in cui tutto è vietato, ma se sei furbo tutto è permesso legalmente.

autovelox

Ma il concetto alla base è sempre lo stesso.

Se il limite nelle città è di 50km/h (e questo vale pure per i limiti nelle extra urbane), che voi lo consideriate troppo basso o no, è comunque una legge e va rispettata. Per cui non è che bisogna andare a 100km/h e poi frenare in prossimità di un autovelox per essere dei buoni cittadini, si è solo dei furbi. Lamentarsi poi che si è beccati una multa perchè si andava di soli 5km/h sopra il limite è ancora più umiliante per un cittadino onesto.

Se il limite è 50.. si va a 45, non a 49.9999periodico. Ovvio che tanto più ci si avvicina al limite, tanto più si rischia.

Sul fatto che il limite di 50km/h sia un pò obsoleto su molte strade, e che molti comuni piazzino autovelox per fare cassa, non toglie il fatto che un autovelox stia semplicemente controllando il territorio e che con un sistema elettronico o no, voi non dovete superare il limite.

Allora perchè segnalarlo per forza? Perchè avere paura della sua presenza? Semplicemente perchè nessuno rispetta il limite e per noi italiani il fatto di poter non rispettare le leggi è un diritto acquisito.

Non ci dimentichiamo che il successo di Berlusconi è nato proprio dal fatto che lui rappresentasse l’italiano medio. Furbo, arraffone, sprezzante delle regole.

 

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