La notte dei lunghi coltelli dell’M5s

L’Italia stremata dalla crisi economica e da una politica sempre meno interessata alle vicende del paese, divisa tra lotte intestine per il controllo di piccole posizioni di potere e fazioni internet, era sempre più vista con distacco dalla popolazione che affamata e stanca della pressione fiscale, senza avere speranza di stabilità per se e per i propri figli, si orientava sempre di più verso movimenti nazionalistici.

Fu così che nelle elezioni del 2018 il Movimento 5 Stelle prese il potere nel paese con il suo Leader Von Grillen, che fu visto come l’uomo capace di tirare fuori dalla stagnazione il paese e dare di nuovo lustro all’economia distruggendo quei poteri forti che avevano mangiato sulle spalle dei poveri cittadini onesti.

Prendere il potere non fu facile, ma grazie al gruppo gestito da Von Maien l’insulto verso gli avversari politici, le intimidazioni e le manifestazioni pro o contro qualsiasi cosa attirasse consenso, avevano aggregato decine di migliaia di persone che oramai nel partito iniziavano a far sentire il proprio peso.

La gestione di Grillen, dittatoriale e a corrente unica, iniziava a creare già da tempo malcontento tra i suoi fedelissimi che non trovavano più riscontro alle promesse di democrazia, onestà, trasparenza e sviluppo del paese.

Il Leader del movimento iniziava a essere preouccupato

L’aver ceduto la gestione della massa popolare, il suo esercito armato che gli aveva consentito di prendere il potere, da utile mezzo di propaganda era diventato ora un pericoloso peso che poteva in qualsiasi momento rovesciarlo e scalzarlo via.

Von Casaleggien Jr, suo fido alleato, iniziò a convincerlo che le m5SS erano diventate troppo pericolose e che Von Maien e Di Battisten stessero tramando alle sue spalle con l’aiuto di forze locali, come l’esaltata Frau Tavernen pronta, con la mortazza tra i denti, a fare un colpo di Stato.

Il piano per impedire la rivoluzione democratica all’interno del suo partito fu semplice e decisa. Iniziò il piano dei “Lunghi coltelli tra M5s”

Inviò immediatamente in tutti i comuni e città dei delegati funzionari con il compito di “gestire” il dissenso locale, di fatto esautorando i rappresentanti locali. Tolte di mezzo le figure di maggior fastidio e rappresentative, che si riversarono all’interno di altri partiti perdendo così potere e inflenza, toccò ai due capi ribelli essere espulsi dal movimento.

Non fu difficile trovare le motivazioni

Problemi di congiuntivi e verbi per Von Maien e filosofia non in linea con il movimento per Di Battisten. A tutto questo aggiunse il suo noto “Vertrauen Sie Mie” (Fidatevi di me) con il quale, tra fragorosi applausi a piazza Venezia, spianò il suo percorso verso la distruzione della democrazia, dapprima modificando con la sua maggioranza unilateralmente la legge elettorale per fare in modo che non potesse perdere più le elezioni e con minacce e pressioni sugli enti locali per ottenere l’appoggio per una modifica costituzionale che gli permettesse di avere le mani libere per la gestione totaliaria del paese.

Il resto della storia potrete facilmente immaginarla…

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