(M5s) Gli ulivi, la Tap, la Russia e gli ordini di scuderia

La protesta che si sta tenendo in questi giorni in Puglia per l’espianto di un gasdotto, figlio di un progetto internazionale,sta facendo perdere la speranza a chiunque che questo paese possa mai cambiare in meglio. Blocchi di tir, politica scesa in campo, allarmismi, bombe carta e scene di quotidiana isteria per un qualcosa che probabilmente nessuno comprende completamente.

Il Gasdotto

Si tratta di un progetto internazionale che, per aiutare l’europa a non dipendere solo dal gas importato dalla Russia (ve la ricordate la crisi Ukraina e il mancato approvvigionamento di gas in tutto il paese?) che è lungo 870km e per soli 8km tocca il nostro territorio nazionale. Capite bene che bella figura stiamo facendo a livello internazionale.

Si paventa la pericolosità del passaggio della conduttura, peccato che è dal 1970 che non si registrano incidenti su condotte simili (Fonte: Wikipedia), si paventa la distruzione di tutti gli ulivi quando qui si parla solo di ripiantarli senza che nessuno venga rovinato o abbattuto, si parla di un danno per il turismo alla regione che non so quale impatto possa avere per il fatto che sotto terra passi un tubo che nemmeno si vede. A questo punto temiamo anche le condotte elettriche ad alta tensione che sicuramente sono più pericolose.

L’ipocrisia delle proteste

Ma anche volendo ammettere che ci possa essere anche una sola ragione sensata per bloccare il progetto (le penali le paghiamo noi cittadini italiani, non i politici che si fanno belli fomentando le persone), mi dovete spiegare perchè Emiliano, Governatore PD della Regione Puglia, non si sia mosso anche quando ha applaudito alla conclusione dei lavori per un acquedotto di 37 KM che, snodandosi tra uliveti e contrade densamente popolate, ha causato l’espianto e il ricollocamento di 2.500 Ulivi (DUEMILA CINQUECENTO).

Tra i più infervorati ci sono i grillini dell’M5s che con le loro sparate Pupù-listiche cercano di alzare la tensione dichiarando che sono contro il gasdotto perchè loro sono per l’energia pulita (per l’ilva e le nuove due centrali enel a carbone non hanno detto niente) e che poichè il gas proviene dall’Azerbaigian, paese che non rispetta i diritti umani, non bisogna fare affare con loro. A questo punto no al petrolio perchè viene dai paesi arabi, no ai vostri cellulari perchè provengono dalla cina (e probabilmente tutti i vostri vestiti e televisori), no ai pannelli solari che sono quasi tutti prodotti in paesi dove i diritti del lavoro non esistono.

Chi ha interesse perchè NON si faccia la TAP ?

Come potete vedere non c’è nessun motivo logico per cui dire di no a questi miseri 8 km, eppure un’organizzazione di protesta cosi’ importante non è casuale. Chi ci guadagna a non fare la Tap? Semplice, colui che potrebbe entrarci in concorrenza essendo l’unico fornitore per l’Europa e cioè, come detto in precedenza, Putin con il suo gasdotto che passa per l’ukraina (si importiamo gas da un paese che non rispetta di diritti civili).

E non è la prima volta che sentite dire che il M5s è molto, molto, fin troppo vicino a Putin tanto da destare qualche sospetto? Vogliamo essere complottisti? E proviamoci anche noi…. E se Grillo si stia muovendo in base ad un ordine di scuderia che proviene dall’Est?

Io non la vedo così improbabile…

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