(M5s) La non realizzazione dello Stadio sancirà la fine dei 5 Stelle a Roma?

No alle Olimpiadi. No alla Metropolitana (e qui ci sarebbe da fare un discorso a parte). No ai nuovi appalti per i rifacimenti delle strade tanto che oramai si cammina sui vecchi selciati romani riaffiorati sotto l’asfalto. No alla raccolta dei rifiuti ingobranti, no alla libera concorrenza nel commercio a favore delle mafie locali. No alla privatizzazione di Atac in modo che tutti i cittadini continuino a pagare tasse altissime per mantenere un carrozzone che conta la media di quasi 500 dipendenti per autobus circolante e che poi manco circola.

No No No a tutto

Ma se i romani sono notoriamente passivi agli eventi sociali e politici essendo in fondo la città che ospita i due poteri più loschi del paese (Vaticano e Governo), su una cosa di sicuro non ci passerebbero sopra.

roma-stadio

Parliamo dello Stadio dell’AS Roma

La Raggi si ritrova nelle mani un altro problema sponosissimo che probabilmente decreterà la vita o la morte del movimento a Roma perchè, se pur obbligata a dire di No alle Olimpiadi dovendo rinunciare a quei soldi che le avrebbero (forse) permesso di fare qualcosa per la città, adesso si trova davanti a dover gestire gli scontri tra i sodomiti nazionalisti del NO ed una logica civile che suggerisce il SI allo stadio, una costruzione essenziale in un area che di fatto è diventata peggio di una discarica e ritrovo della peggiore criminalità.

Il 3 Novembre 2016 è iniziata la conferenza dei servizi che riguarda appunto il progetto. Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ribadisce sia che la struttura è da considerarsi strategica per la riqualificazione e lo sviluppo della città, sia l’importanza per l’occupazione lavorativa.

Dall’altra parte Paolo Berdini (M5s) che era già balzato alle cronache come una persona a dir poco fuori luogo per le necessità della città (Leggi qui), sta cercando di osteggiare il progetto in ogni maniera, anche le meno lecite. Vi giuro che nessuno sa, nemmeno i suoi assistenti più vicini, il vero motivo per cui si batta tanto per impedirlo tanto da sospettare il fatto che voglia essere “assunto” dal contractor o che sia semplicemente un tifoso dell’altra sponda.

Berdini tergiversa, non risponde, prima dice no, poi dice Si ma che la responsabilità è della regione (Falso) , poi dice si a patto che si faccia solo lo Stadio (sarebbe come a dire che voi accettate di comprare una casa ma lasciarci vivere altri….) o che la società dovrebbe prendersi carico anche della realizzazione di quasi tutta la metro C.

Sinceramente alle volte sembra trasudare tanto odio nei confronti del progresso che viene seriamente da pensare se le rotelle le abbia tutte al suo posto.

“Alla chiusura della conferenza dei Servizi il Campidoglio avrà 90 giorni di tempo per valutare l’interesse pubblico del progetto, a quel punto daremo il nostro parere sullo stadio; noi siamo rispettosi delle procedure di legge e le rispetteremo come fatto finora”

La regione Lazio risponde serafica: “Non è così. I 90 giorni di cui parla Berdini non esistono o, meglio, decorrono da quando l’AS Roma ha consegnato il progetto al Comune. E quindi se ne sono andati insieme con l’estate”.

E’ quindi evidente il tentativo “ILLEGALE E MAFIOSO” di boicottare la realizzazione di qualcosa che è già stato stabilito ed accordato.

La Raggi che troppo fessa non è, ha capito che la situazione va facendosi pericolosa ed ha affermato: “Se qualcuno, anche se lo ritengo improbabile, dovesse fermarlo (lo stadio, ndr) se ne assumerà le conseguenze, politiche ed economiche, visto che è stato autorizzato e molti investimenti sono già stati già fatti “ (un paio di settimane fa, in realtà si era espressa contro lo stadio)

Il problema è che dicendo No alle Olimpiadi, Roma ha rinunciato ad un fiume di miliardi che le sarebbero serviti, ma dire ora No allo Stadio porterebbe a delle cause milionarie in cui la città si troverebbe anche costretta a pagare quei soldi con conseguenze legali non da poco (e lei in fondo in uno studio legale ci lavorava, sa bene di che si parla)

Sono in ballo 60 Milioni di Euro già spesi sulla base di approvazioni del comune per la predisposizione e la presentazione del progetto per cui adesso, senza una motivazione valida, non si può rifiutare un progetto se questo è conforme a quanto richiesto.

Da parte sua l’Università La Sapienza ha rilascio i risultati degli studi sulle ricadute economiche del  nuovo stadio, un impatto “pari a  circa due volte e mezzo quello generato da Expo 2015 su Milano.  A fronte di un investimento di 1,6 miliardi, il tasso di disoccupazione calerebbe dello 0,8 con 5.500 occupati in più e verrebbero anche piantati 10 mila alberi”. Investimento fatto da un privato che rivalorizzerà  la zona di Tor di Valle che necessitava comunque di investimenti.

Io sono convintissimo che alla fine lo Stadio si farà e troveranno il modo di dare la colpa a Marino per aver già approvato un progetto mostro, salvo poi (sempre se saranno ancora li) presentarsi all’inaugurazione prendendosene i meriti….

 

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