(M5s) L’addio dei bravi ragazzi

Il partito di Beppe Grillo e del defunto Gianroberto Casaleggio ha già più di 7 anni, venendo fondato al Teatro Smeraldo di Milano il 4 ottobre 2009 con tanti ragazzi pronti a strapparsi i capelli e a lanciare reggisenti manco fossero ad un concerto degli One Direction. A parte che forse il termine Smeraldo già poteva far presagire quali fossero i reali interessi dei fondatori.

I continui scandali di cui troppo spesso se ne perde la giornalistica memoria, come ad esempio non si sente più parlare delle indagini delle firme false in diverse città italiane, di Marra a Roma, della parentopoli nei comuni amministrati, del fugone di assessori e tanto altro ancora, hanno fatto capire ciò che poteva essere già piuttosto evidente agli inizi.

La democrazia va studiata non immaginata

Da circa un paio di anni Grillo ha mandato messaggi sempre più diretti ai coordinatori della propria base, facendogli capire che un conto sono gli slogan (a cui loro hanno creduto ciecamente) ed un altro sono le direttive che arrivano dall’alto e di cui non devono partire processi di critica. Credere ed obbedire, ma credere per molti inizia a farsi veramente difficile.

Le varie parentopoli e gli accordi sottobanco fotografano un Movimento in cui il cittadino elettore diventa carne da macello per gli interessi personali di quelli che fino a poco tempo fa venivano comunemente chiamati “quei bravi ragazzi” che avrebbero dovuto rivoluzionare la politica italiana.

Niente di nuovo sotto il sole, commenterebbe il saggio, ma la ventata di aria pulita si è presto trasformata in una cappa di aria putrida che ci ha rammentato le peggiori pratiche della peggiore politica, senza la minima possibilità che ci possa essere un processo democratico all’interno del movimento, che a suo dire, è il più democratico del mondo.

A Roma si sono viste continue lotte tra bande, combattute anche in maniera violenta, in cui il fine dell’attività politica non è più l’interesse del cittadino, ma solamente la soddisfazione degli interessi materiali dei singoli. Gli “inesperti” ragazzi del Movimento ci hanno dimostrato che, al netto della loro incapacità politica, un cinismo ed una mancanza di scrupoli che quasi atterrisce, tenendo conto che quei “ragazzi” rappresentano la società civile.

La scolaresca

Alle volte Grillo mi fa venire in mente l’insegnante accompagnatore durante le gite di classe in cui, fintamente, cerca di rendere partecipe la classe delle sue scelte ma che sono indirizzate sempre e soltanto a quello che vuole lui, poi inizia a camminare verso dove aveva già deciso e chiede ai “bimbi” di mettersi in fila indiana dietro di lui.

Lo sa benissimo che alle sue spalle ci sarà chi gli fa la linguaccia di nascosto, il bulletto che da la gomitata a qualcuno, un paio di schiaffi del soldato, quello che fa la corte alla compagna di classe e quella che ci prova un pò con tutti. Sa benissimo che dietro di lui c’è il caos ma finchè funziona che si gira e rimette tutti in riga va bene. Voglio vedere però quando questo non funzionerà più e dovrà chiamare i genitori

Insomma di questi bravi ragazzi non è rimasto molto dell’idea iniziale. L’Uno vale uno è diventata solo una frase per nascondere l’antica legge del più forte dove anche lo staff dell’M5s che controlla la situazione all’interno del movimento stesso (l’ultima volta che fu istituita questa fuzione si chiamavano SS), lasciano ancora un ampio margine di gioco tra i membri del movimento intervenendo solo e soltanto se vanno contro le direttive del Supremo Grillo.

Che fai rubi? Promuovi un tuo parente? Stai distruggendo una città? Ma chi se ne frega.. sono errori di inesperienza. Prova solo a dire “Veramente io non sono d’accordo con Grillo” e sparisci pure dalle ricerche di google.

 

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