(M5s) Perchè Pizzarotti fu emarginato dal Movimento 5 Stelle?

Si leggono da più parti commenti più o meno entusiastici inerenti il Sindaco di Parma, per aver lasciato il M5s. Le persone si dividono tra un “Finalmente qualche crepa, delle persone iniziano a ragionare con la propria testa” ed un “Perchè è stato cacciato? non lo so.. ma se l’ha detto Grillo un motivo ci sarà”.

La vera storia di Pizzarotti ve la racconto io.

Cerchiamo di capire quanto il REGIME Grillino sarebbe pericoloso se, al posto di un comune, guidasse il paese (Leggi anche: M5s-Msi. Non sono troppe le coincidenze?  ).

Federico Pizzarotti si avvicina al movimento di Grillo nel 2009 e viene prestissimo scelto per le candidature alle Regionali del 2010, primo banco di prova del nuovo partito pur non essendo stato eletto.

Federico è sveglio ed è in gamba, ma pur sempre fedele al padrone tanto che nel 2012 viene candidato e poi eletto al ballottaggio come sindaco di Parma, non una cittadina di 30 abitanti arroccata su un monte insomma.

Ma già al ballottaggio era successo qualcosa di strano. Grillo non si presentò a sostenere Pizzarotti e sui forum grillini era iniziata una strana e sospetta campagna contro il “probabile” Sindaco.

Il Motivo? Pizzarotti aveva perfettamente capito che oramai non si stava più giocando a fare slogan e politica e che, in una città che usciva da un commissariamento, di fatto aveva già vinto le elezioni e bisognava pensare ad amministrarla e smetterla con slogan senza un senso pratico (Come ad esempio risolvere il problema del traffico a Roma con le funivie Leggi qui)

pizza

Il futuro sindaco in una riunione con Grillo di fatto prende posizione (ed è il primo grillino a farlo) su due punti,

In Primis autosconfessa la campagna elettorale in cui il movimento, lui compreso, avevano fortemente attaccato l’inceneritore che era solo in attesa del benestare comunale per aprire i battenti. Parma non sapeva minimamente che farsene dei rifiuti solidi urbani e non aprire quell’inceneritore voleva dire suicidarsi e lasciare la città piena di immondizia (Altrove si è scelta la via di riprendere gli accordi con la mafia locale per farli gestire).

Il secondo punto di scontro è, guarda un pò, sulla giunta comunale. Pizzarotti da persona intelligente qual’è aveva perfettamente capito, avendo fatto il Project Manager, che le competenze che non si posseggono vanno delegate a persone giuste e di fiducia.

Metterci dentro il direttorio, come voleva Grillo, voleva dire avere all’interno del comune persone che non avrebbero saputo manco di cosa si stesse parlando e , per questo motivo, iniziò a fare rimostranze perchè alla fine “La faccia ce la metto io davanti ai cittadini, mica te” (cit.)

Beppe inizia a capire che il futuro sindaco è irrequieto ed inizia a mostrargli i suoi metodi e mette all’opera la sua Gestapo in forma lieve, un semplice avvertimento.

Sul blog di Grillo gli si inizia a chiedere di pubblicare prima del ballottaggio la giunta con nomi e cognomi e di non candidare Tavolazzi (di chi è e sarà ne parleremo dopo). Ora qualcuno mi spieghi come in un blog ci si scagli contro qualcuno senza sapere esattamente chi sia, se non è un’indicazione data dall’alto.

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Inoltre Grillo di Pizzarotti non parla più, lo sostiene al ballottaggio, ma si fa vedere solo ad elezione avvenuta pensando che le sue intimidazioni possano aver avuto effetto.

Vinte le elezioni sembra che tutto sia rientrato ma Pizzarotti fa due cose che mandano in bestia il capo del movimento. Firma la delibera per l’apertura dell’inceneritore che va a pieno regime in pochissimi giorni, salvando Parma dalla situazione in cui invece si trova Roma, e cerca di nominare Tavolazzi ( Leggi qui ) presentato come Direttore Generale in quanto persona esperta e capace nel gestire una città al di là delle tante chiacchiere e slogan.

Il ragionamento che viene fatto è semplice. Non apire quell’inceneritore priverebbe Parma e provincia dell’unico sistema attivo di smaltimento, senza parlare poi delle penali da milioni di euro da pagare qualora non si fosse dato l’ok. Quale sarebbe stato il vantaggio per la popolazione se si rifiutasse di aprirlo? Quando si amministra “la cosa pubblica” si fanno gli interessi dei cittadini e non, come a Roma, ridurre una città allo sfacelo per volere e capriccio del Dio del movimento.

Da quel momento arriva la “sentenza”. Ci sono gesti mafiosi che ti fanno capire che sei segnato e Grillo quando decide di farti fuori, come messaggio a tutto il movimento, inizia a dare un nomignolo al nemico. Pizzarotti diventa “Capitan Pizza” e dal 7 Aprile 2014 inizia la guerra mediatica nei suoi confronti.

Da questo momento il sindaco di Parma è diventato un corpo esterno, pur cercando di fare buon viso a cattivo gioco, sperando che ci fosse un riavvicinamento con il partito

PIZZAROTTI: “IL RAPPORTO CON GRILLO E’ BUONISSIMO”

Ma così non era. Quando a gennnaio 2016 Beppe Grillo a gennaio annunciò il suo passo ‘di lato’, il Sindaco di Parma disse di sperare che questo avrebbe portato a “rivedere delle posizioni e a organizzare quel collegamento con i territori che, in vista delle prossime amministrative, è quanto mai necessario”.

Ma dopo le elezioni comunali dei primi “grossi” guai iniziano a venire al pettine in tutto il movimento. Da Filippo Nogarin (Livorno) a Fabio Fucci (Pomezia) fino ad Alvise Maniero (Mira), e tanti tanti altri (vedi Alcamo) i problemi giudiziari dei sindaci pentastellati si moltiplicavano e venivano messe in campo soluzioni diverse. Il “tutti a casa” del Movimento Cinquestelle si è trasformato in uno strano garantismo, da applicare agli avversari politici (sempre) e ai propri amministratori (solo a seconda dei casi).

Pizzarotti deve essere cacciato. L’autonomia è pericolosa

Proprio i problemi giudiziari che iniziavano a toccare ai Grillini hanno riaperto la ferita con il Sindaco di Parma. Le prime voci che iniziavano a vederlo come persona competente, da cui prendere esemio e che stesse lavorando bene fecero infuriare i capi del movimento, che videro un tentativo di deriva democratica nel partito e che potesse esistere la possibilità che ci potesse essere un’altra voce da ascoltare durante le omelie politiche.

La regola per qualsiasi indacato del M5s era praticamente lo slogan di Fight Club. Non se ne parla, non si discute, se ne nega l’esistenza.

Il 12 Maggio 2016 esce sui giornali (guarda un pò il primo a darne notizia è Il Fatto quotidiano, giornale di partito) che Pizzarotti è indagato in una indagine riguardante le nomine del teatro Regio. La procura fa sapere che il procedimento è aperto dal 2015 ma solo a metà Febbraio 2016 è stata notificata l’indagine agli interessati.

A pochissime ore dalla notizia, invece che fare muro ed essere cauti iniziano gli attacchi al Sindaco dove gli viene chiesto a più riprese di dimettersi e di fare un passo indietro (pensate alla Raggi a Roma, alla Muraro tanto per fare un parallelo)

Pizzarotti afferma di aver comunicato la notificazione degli atti allo staff che si rifiutava di rispondere via posta elettronica pubblicando su Facebook e email inviate (l’incipit che farà storia fu: “Gentilissimo anonimo staff”) dove chiedeva di essere chiamato direttamente “dal responsabile enti locali Luigi Di Maio”, che come tutti sanno ha dei problemi a leggere la posta.

Nemmeno 24 ore dopo l’uscita della notizia Pizzarotti viene sospeso dal M5s

…ed una cortina di ferro, dove le parti non si parleranno più perdurerà fino al 16 Settembre 2016 quando il caso viene archiviato ed il sindaco di Parma è di nuovo libero dai carichi pendenti. Viene reintegrato? Eh no, se tu offendi il messia te lo scordi e continua il silenzio alle continue richieste di Pizzarotti di rientrare nel movimento

La conclusione della storia la sapete e il 3 Ottobre , dopo 144 giorni di sospensione, il Pizza lascia il movimento e tanti saluti.

Che ci è rimasto di questa storia?

Ordini, Imposizioni, atteggiamenti intimidatori, ricatti, idolatria, ingerenze, vendetta e, cosa peggiore, dispetti, tanti dispetti personali.

Ma voi lo vorreste mai come capo in ufficio uno come Grillo? uno che va a simpatia ed ha constantemente bisogno di essere al centro dell’attenzione e non cerca o accetta un confronto? Lo vedreste bene a capo di uno stato eletto dai cittadini? E quanto ci metterebbe uno così ad eliminare la democrazia perchè incompatibile con il suo pensiero?

Marlene Dietrich – Lili Marleen

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