(M5s) Uno vale uno. Per Grillo gli altri sono zero e nessuno

Le bugie, i volta faccia, gli accordi sottobanco, i fallimenti in tutti i comuni amministrati, un inizio di crollo nel gradimento popolare, alla fine qualcosa, anche al più ottuso dei seguaci, doveva pur crearlo qualche dubbio. Un padre padrone che decide per te e per i tuoi ideali è difficile da digerire, ma un fanatico sarebbe in grado di sopportarlo. Quando però si promette una cosa e se ne fa un’altra sempre più spesso o si è dei masochisti oppure si inizia ad alzare la testa.

Succede che la riforma elettorale accettata dall’M5s, quel sistema alla tedesca che in realtà sarebbe la solita porcata colossale con sbarramento al 5%, è stata fatta in comune accordo con il tanto odiato PD. Una riforma elettorale che è un inciucio, ma che invece adesso fa tanto comodo allo stesso Grillo che ha deciso di giocare d’azzardo.

Alleato con le estreme destre e altri movimenti populistici, punta a costringere gli xenofobi, omofobi, ignoranti e pressapochisti a votare per Lui, visto che questi partiti di minoranza non potrebbero mai raggiungere da soli il parlamento. Acchiappa un 2% di qua, un 2% di la… il sogno di arrivare al 40% non è lontano.

Peccato che…

Tutto questo si scontra con le promesse fatte da grillo a questi “splendidi ragazzi”. Accordarsi con CasaPound tanto per fare un esempio (avete notato che sono sparite le proteste?) per dargli uno o due seggi in parlamento, deve aver fatto girare un pò le scatole a chi vive subito sotto il triangolo del comando. Al di là di Grillo & Casaleggio che comandano come unici due ufficiali un manipolo di sbandati, ci sono i sergenti di ferro che eseguono i comandi dall’alto (Di maio, di Battista).

Al di sotto di questo livello vivono i populani e quella fascia di persone che spera di poter scalare i vertici per poter vedere da più vicino la luce emanata dal gran capo.

Inoltre molti parlamentari avrebbero compreso i rischi di non essere rieletti derivanti dalla combinazione tra il « tedesco» e le strette regole del Movimento, che fino a oggi prevedono gli over 40 al Senato, vietano le candidature multiple e legano la corsa all’area di residenza. Alcuni big temono la sconfitta nell’uninominale e una cattiva collocazione nella lista del proporzionale, le seconde linee, invece, si sentono spiazzati. Da qui un giro vorticoso di telefonate, chat roventi nei gruppi.

Ma dovendo bloccare le liste in attesa di assegnare posti ai nuovi arrivati, chi sperava nelle prossime elezioni di contare di più come al solito se l’è presa in questo posto e la sofisticata e nobile Paola Taverna, infarcendo le sue frasi di termini come Mortacci, Sti Stronzi e pezzodemmerda, dice alla Stampa: «Questa legge è quasi un mega-Porcellum. Io a quel tavolo non mi sarei nemmeno seduta»

Roberto Fico invece la mette un filo più sottile sostenendo che «L’accordo non è per nulla sancito, non è tutto fatto», perchè in fondo sa benissimo che qualsiasi votazione non conta niente se Grillo decidesse di cambiare idea.

La risposta

Nel democratico M5s dove uno conta una e dove Grillo ne è solo il garante, compare un articolo che spiega agli amici del blog che Beppe ha scelto questa linea, che sulla piattaforma Rousseau hanno votato di accettarla (tanto nessuno piò verificare i dati), e che all’M5s “non interessa gestire la rielezione di questo o quell’altro portavoce”.

In poche parole.. “Cari miei morti di fame.. .dal letame vi ho preso, nel letame vi ributto quando voglio….. “

 

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