Il reddito di cittadinanza è “Una cagata pazzesca!!!”

Il reddito di cittadinanza, uno dei cavalli dei battaglia del Movimento 5 Stelle, è una delle proposte che più stuzzicano l’elettorato, ma come spesso succede in questi casi, non è tutto oro quello che luccica, anzi.

“Il reddito di cittadinanza è una bufala che vale 300 miliardi di spesa. Poiché la spesa complessiva annuale dello Stato è di 830 miliardi, è del tutto evidente che, chi propone questa soluzione, sta prendendo in giro i cittadini con promesse che nessuno può mantenere, neanche il mago Zurlì”: la dichiarazione al ‘vetriolo’ arriva da Primo Mastrantoni, presidente dell’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

“Il reddito di cittadinanza è una bufala da 300 miliardi”


Attraverso un comunicato ufficiale, il segretario Aduc ha voluto palesare tutte le sue perplessità sul reddito di cittadinanza:

“Il reddito di cittadinanza, come dicono le parole stesse, è un sussidio dato a tutti, ricchi e poveri, ai miliardari e ai senza reddito, solo perché sono cittadini italiani. Considerato un sussidio di 600 euro a testa per 50 milioni di italiani, si arriva ai 300 miliardi di cui sopra. L’entità del sussidio può essere variata ma il risultato conduce, sempre, a una spesa di centinaia di miliardi. Altra cosa è il reddito minimo garantito, connesso alla situazione reddituale e patrimoniale del beneficiario, che potrebbe inglobare  il settore assistenziale tutt’ora esistente”.

“Purtroppo i venditori di fumo abbondano – conclude Mastrantoni – sempre presenti nei cosiddetti talk show, che chiamiano tok sciò perchè servono ad allontanare qualsiasi riflesso di intelligenza critica nello spettatore e, soprattutto, ad aumentare l’audience della trasmissione: più si spara una notizia fasulla più si ottiene ascolto, più aumenta la pubblicità, più aumentano gli introiti pubblicitari”.

Reddito di cittadinanza già bocciato dall’Fmi

I dubbi espressi dal segretario Aduc non sono certo una novità. Soltanto qualche settimana fa anche il Fondo Monetario Internazionale aveva ‘bocciato’, invitando alla cautela: “Sebbene rappresenti uno strumento per calmierare le diseguaglianze, in alcuni contesti rischia di essere controproducente”. Il parere dell’Fmi era contenuto nel Fiscal Monitor, il rapporto che monitora lo stato di salute delle finanze pubbliche del Pianeta. Il primo capitolo del testo redatto da Fmi, dal titolo “Contrastare le diseguaglianze”, valuta proprio l’Universal basic income (reddito universale o reddito di cittadinanza), ritenendo che possa essere un modello utile per i Paesi emergenti, ma troppo costoso per quelli più ricchi, come Italia, Gran Bretagna, Usa e Francia.

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