(Società) Come gestire il condivisore cronico di bufale sui social

I Social, contrariamente a quanto si pensi, non sono colpevoli di aver aumentato la stupidità delle persone, ma hanno la colpa di aver dato voce agli stupidi.

“Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza.” (Jorge Luis Borges)

Una miriade infinita di persone si sono riversate sui social media in cerca di amore. Una persona empia, magari non particolarmente intelligente e affabile, che soffre di mancanza di visibilità, esattamente come succedeva a quell’amico bruttino e timido della comitiva che non se lo filava mai nessuno e che per farsi notare o esagerava nelle cose che raccontava o cercava di darsi un tono intellettuale per darsi un valore.

Con Facebook e Twitter questa sindrome del “non mi vuole bene nessuno” si è accentuata, perchè aumentando il livello di stupidità si è abbassata la capacità di farsi notare se si dice una cosa intelligente.

Senza Facebook i vegani non esisterebbero, i Cani non avrebbero la pretesa di avere più diritto degli esseri umani, i Gatti non dominerebbero il mondo (a dire il vero li abbiamo solo scoperti grazie ai social, In realtà era un potere silente) ed i Limoni non curerebbero il cancro.

Tanto più si cade nell’ovvio di un discorso da sala di attesa da parrucchiera, tanto più si ha seguito e si ricevono like. Tanto più non si prende mai posizione e ci si adegua alle masse, più ci si sente (apparentemente) apprezzati, aumentando la propria autostima.

Come si può fermare un condivisore compulsivo

Non è facile e spesso impossibile. Bisogna innanzitutto riconoscere la tipologia di soggetto su cui si vuole tentare una terapia per salvarlo.

Condivisore bufale per carenze affettive

E’ quello apparentemente più semplice da affrontare perchè fondamentalmente non è stupido o ignorante come uno che vota Salvini, ma ho detto apparentemente facile. In realtà, proprio perchè ha bisogno di sentirsi considerato, il fargli notare che sta continuamente postando delle bufale colossali non basta.

Bisogna utilizzare la tecnica del transfer in cui cerchi di fargli capire che ci si può mettere in mostra e farsi notare in tanto modi diversi, senza il bisogno di dover assomigliare agli altri. Il trucco è poi fargli vedere chi sono i condivisori medi di bufale e poi chiedergli “vuoi veramente assomigliare e far parte del nucleo di questa gente?”. Solitamente funziona e se non funziona ne avete soprastimato l’intelligenza

Condivisore bufale polemico aggressivo

In realtà soffre molto più del condivisore per carenze affettive ms a sfoga il suo disagio non nella ricerca di affetto ma nell’odio verso qualcosa, qualcuno o un gruppo di persone. Estremista populista, contro qualsiasi proposta dove sa dire solo no o appoggiare proposte senza alcun senso logico come ad esempio stampare soldi per pagare le tasse ed aumentarci gli stipendi. Solitamente è fintamente coinvolto in politica (di cui non ne sa nulla, come funzioni lo stato e quali siano le leggi che lo regolino), razzista a livello bieco ed ha la necessità, almeno una volta al giorno, di postare qualcosa contro qualcuno.

Un consiglio, non intervenite. Se gli fate notare, citando la fonte, che sta diffondendo una bufala e che non è vero che agli immigrati danno hotel a 5 stelle e 300 euro al giorni, ti risponderà con un “si però non è giusto che gli diano comunque da mangiare”. Se gli fai notare che non è vero che il suo partito preferito (solitamente il più populista del momento) ha fatto una determinata cosa, ti risponderà dicendoti “si però gli altri fanno di peggio”.

Non c’è via di uscita. Nella catena alimentare è così in basso che il suo predatore diretto è il plancton. Non avendo cultura e intelligenza necessaria per evolversi in qualcosa di migliore, preferisce odiare e disprezzare qualcosa in modo da non sentirsi, LUI, l’ultima ruota del carro. Ignoratelo

Condivisore bufale generico

A differenza degli altri due è solo annoiato e superficiale. Vede una foto di una tettona con sotto scritto “Non ci crederete ma…” e lui condivide lo stesso, nonostante magari il link parli di un’offerta telefonica, ma a lui è bastato il titolo per condividere qualcosa.

Se gli fate notare che ha postato una cavolata, lui ci ride su, non è polemico. Non odia nessuno e non vuole sentirsi portatore di un qualsiasi messaggio per le masse, ma gli piaceva l’idea. Un pò come quando ti arriva quell’amico che ti fa sentire un brano che lui trova fantastico e tu te lo guardi perplesso fino a creare quell’imbarazzante silenzio interrotto da un “si aspetta tra poco arriva la parte bella, non era questa”, fino a fingere l’arrivo di una telefonata da un parente morto per togliersi dall’imbarazzo.

Lasciatelo fare. Così come ha incominciato per noia, prima o poi troverà altro da fare da solo.

Conclusioni

Quando una notizia è piuttosto strana confermate sempre la fonte, richiede non più di 15 secondi. Se arriva da un sito nomedelcavolo.altervista è una bufala già di partenza.

Anche se il sito di origine sembra attendibile attenti a come è scritto. il fatto quotiDAINO non è il fatto quotidiano, il Messaggiero non è il messaggero e cosi’ via.

Se il titolo inizia con un “non ci crederete mai” o un “condividi prima che lo censurino”, bloccate chi l’ha condiviso senza nemmeno pensarci.

Se l’articolo ha un titolo “Verrà ripristinata la leva dal 2017” spendete 10 secondi e su google scrivete lo stesso titolo con l’aggiunta del termine bufala. ad esempio “Ripristinata la leva dal 2017 bufala” e controllate che non sia già citata (e spiegata) tra le bufale che girano.

Se non lo fate e condividete tutto quello che passa senza pensarci probabilmente non siete nemmeno arrivati a leggere questo periodo, perchè il vostro cervello al di là di una foto ed un titolo non riesce a reggere

e quindi che dire adesso?

CONDIVIDETE QUESTO POST PRIMA CHE VENGA CANCELLATO DALLE LOBBY DELLE BUFALE!!!

 

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